
Helleborus Niger

RANUNCULACEAE
HELLEBORUS NIGER L.
Rosa di Natale
Pianta erbacea alta 20 - 40 cm, rizomatosa. Foglie radicali lungamente picciolate, coriacee, verdi lucenti, palmate settate con 5-9 segmenti lanceolati. 1-2 fiori per scapo con 5 sepali grandi bianchi e petali piccoli tubulosi gialli simili a stami. Fiorisce d'inverno o primavera. Cresce nei luoghi boschivi di piano e di monte.
Trovata...lui. Peccato, non è una pianta aliena...
percorso natura e pulizia del viso
Perché in fondo a casa si torna sempre, buona o cattiva sorte che sia.
Dopo aver esportato in territorio cittadino una pianta aliena che imbianca i monti al 20 di gennaio, splendida in tutta la sua fioritura. E che dubito sopravviverà trapiantata nella nella nebbia padana. Dopo lamenti, pianti, nervosismi e trasformazioni di lampadari vintage, credo di essere pronta per andare solo a dormire, e non recuperare comunque tutto il sonno arretrato.
Con quel solito, piccolo, senso di vuoto da domenica sera...

ode all'Ikea
Così la grande dea Ikea depone online la sua bibbia, ovvero la guida per chi non ha mai varcato le porte di quello sfavillante regno svedese...
E (oltre a domandarmi se ci possa davvero essere qulcuno che non è mai andato all'ikea) noto che anche senza nuovo testamento scritto sul tavolette di faggio o betulla, così è.
Su un forum qualcuno l'ha definita un McDonald's del truciolato, un G8 del minimalismo, una disneyland del massellino...
Oddio. L'ikea è davvero così?
E dopo aver perso una dozzina di minuti a mettere in discussione la mia fede, pronta a tradirla per un Semeraro qualunque ho pensato che no, non sarebbe possibile.
Mi piace. Mi piace l'odore del legno appena varcate le porte, quegli spazi minuscoli riempiti fino al soffito, i tappeti e i tendaggi ovunque, le spalle di compensato da non sovraccaricare troppo. E si sposa così bene con la mia fobia dello spazio occupato in modo inteligente...Mi piace, è indiscutibile. E poi le matitine all'ingresso...Oh...le matitine dell'Ikea...
Se ben si nota, il primo comandamento invita a prendere Il catalogo, Una matitina, Un metro. E invece ci si riempe sempre le tasche (scagli la prima matitina chi non lo fa) e nel 80 % dei casi lì rimangono. Nella tasca. Quella della giacca, se ti va bene. Dei jeans, se vuoi far prima.
Almeno finchè non ti capiterà di cedere alla tentazione di un letto ricoperto da 6 cuscini e un trapuntino così invitante che impossibile non tuffarcisi...
E lì...la maledizione del compensato che si conficca nella carne...
Perché poi non sono tanto sicura che la qualità corrisponda proporzionalmente alla bellezza del design, ma sulla perfetta realizzazione delle matitine proprio non si può discutere.
Quel profumo, così lisce e così appuntite...Ma chi fa la punta alle matitine dell'Ikea? Ci avete mai pensato?
Io sì, l'ultima volta che ci sono andata.
(Forse perché sapevo che non avrei potuto pensare a comprare comunque nulla)
E per un po' mi sono immaginata piccoli svedesi gnomi Loacker (in compagnia delle marmotte confezionatrici di cioccolata) che passano le loro giornate a temperare matitine perfette.
Ok, qualcuno penserà che sarebbe stato meglio lasciar cadere questo blog in disuso. Ma altri - e lo so per certo - si staranno mangiando le mani perché il post l'ho fatto prima io. Nella buona e nella cattiva sorte. Le matitine dell'Ikea sono mie. E lo saranno per sempre.
In attesa di riflessioni da funghetto, vado a giocare col mio planner cucina.
e svegliarsi la mattina
E scoprire che wow, a te stanno un po' larghi ma, perchè a lei stanno meglio comunque?
Buon vecchio paio di jeans.
E una volta compiaciuta mi aspetto di salire su un cavallo. Ma trovo un incidente proprio fuori dal cancello e un rispettivo ingorgo di 30 minuti con le macchine una sull'altra, virate contromano e vigili spaventati all'idea di ristabilire -uh- l'ordine.
sei dollari e sessantasei
6.66 $
Parte il nuovo conto alla rovescia.
Che comunque ultimamente il tempo sembra davvero volare.
Che se è di martedì mi va pure bene.
Ma poi mi sembra che tutto stia correndo senza che io lo viva veramente.
Forse manca un po' d'equilibrio.
Attimi belli importanti e appaganti che non vorrei passassero mai.
E lunghe ed interminabili ore che sembrano non passare mai e non portare comunque a niente.
Forse questo è equilibrio.
o comunque per una volta almeno non è tutto negativo)
Oggi c'è a chi tocca farsi un matrimonio e a chi tocca farsi un set di borse e cappottini rosa per cani. (...)
Equilibrio...Questione di equilibrio...
Lo stesso che la censura di rete 4 ha perso quando ha tagliato la scena finale di Doom Generation, penso.
(ma è un'altra storia)
"Io i ragazzi li faccio venire", disse la squilibrata.
(ed anche questa è un'altra storia...ed anche se è solo una questione di ambiguità smaliziata, un po' di censura è meglio mettercela)
cappuccino per 2
...Ciao...Ciao...
Il cielo di Milano è tutt'altro che un romanzo rosa. Grigio opaco e uniforme, un unico blocco pesante e inespressivo, apatico e senza forma.
Perfetto per scivolarci dentro, mimetizzarcisi, rendersi invisibili e veloci.
Addento una brioche alla marmellata, ma anche lei mi sembra un po' grigia, dal sapore lontano e ovattato.
E tutto questo è perfetto perché posso lamentarmi molto di più...
Ma nessuno pare particolarmente sconvolto.
Tutti annoiati e con la testa bassa, poche parole, pochi sorrisi e immersi nelle faccende lavorative.
Solo io sono altrove?
Mi tengo il mio cuore sottosopra - felice che lo sia - e mi crogiolo al pensiero. Anche se un po' lontano.
Cappuccino per 2.
Non è affatto male...
è ora

ok...l'ultimo giorno di lavoro. Tra pizzate impossibili e programmi vaghi...
Vacanze...e' davvero l'ultimo giorno di malsano lavoro? mmh... non corro il rischio di dover placare gli entusiasmi, a quanto pare...
(e c'è chi se ne va per conto suo dall'altra parte del mondo...quelli sì sono entusiasmi...un minuto di rispettoso silenzioso in onore a tutto questo coraggio)
... ... ... ...
Ed io? io mangio una brioche alle 9 del mattino, e fa freddo-uh-e fra poco bevo anche il caffè aspettando l'ultima mezz'ora di lavoro in cui improvvisamente tutto diventa urgente e di vitale importanza...l'ultima mezz'ora...di lavoro...e poi la vacanza,il dolce far niente, il non-so-ancora-bene-cosa, ma comunque lontano da qui..
(e se mi ricordo di respirare..forse questo mi emoziona ancora...)
cose da ricordare: il gabber
Piccola premessa.
Main characters: Laura e Matteo, lo studente gabber.
Lau: allora Teo, dai, forza e coraggio, inizia con la tesina...parlami degli
effetti dello scoppio della bomba atomica.
Matteo: Allora, si. Come tutti sappiamo, la bomba atomica è uno strumento molto
pericoloso. Tra gli effetti più seri ed importanti dello scoppio della bomba
atomica è che in pratica chi gli sta vicino, si insomma vicino allo scoppio, poi
a lui per un quarto d'ora, si insomma non gli tira più, diventa come si dice, si
ecco impotente.
Lau: Italiano a parte, ma Matteo, cazzo dici ??
Matteo: si si, l'ho trovato sull'enciclopedia multimediale, c'ho il programma,
te lo presto?
Lau: beh, francamente non so quanto sia attendibile sto programma, però secondo
me hai letto male.
Matteo: ti dico che è così.
Lau: (trattenendo a stento una risata). Matteo, andiamo per ordine.
Primo: secondo te, c'è bisogno di scrivere su un'enciclopedia che uno rimane
impotente per un quarto d'ora in seguito allo scoppio di una bomba?Voglio dire,
cazzo te ne frega tanto è un quarto d'ora...
E poi scusa, che voglia c'hai di trombare....Ragioniamo, è appena scoppiata una
bomba che ha generato una catastrofe di dimensioni impensabili e tu l'unica cosa
che riesci a pensare è a trombare..... qui c'è qualcosa che non va...
Matteo: non capisci niente, ti dico che è così.
Lau: Matteo, fammi un favore, un piccolo favore personale, ecco...sta parte
saltala, non dirla...fallo per me... ok???dai, passiamo all'imperialismo...Dammi
la definizione di imperialismo e poi passa all'analisi dei testi di Brecht che
abbiamo studiato.
Matteo: Si beh, l'imperialismo è quando gli inglesi, che sono un popolo furbo,
vanno in dei paesi strani tipo l'India per trombarsi le ragazze. Ma siccome non
sono persone serie, vanno lì se le trombano, ma mica ci si fidanzano,...sono dei
pezzi di fango. Infatti lo dice anche Brecht.
Lau: (non ce l'ho fatta son scoppiata!).
Ho capito che oggi non ne usciamo più!!!ahahahahahahahahah
Risultato: 59 alla maturità!!!!
L'hanno fottuto!!!Il che vuol dire che l'anno prossimo me lo ribecco e mi faccio
delle grasse risate!!!!
Non vedo l'ora!!!!!!
Solo a me capita gente così però!!!!
Cose da ricordare: Il gabber
grazie Lau...
italia VS rep. ceca

Prove tecniche di trasmissione.
Ho un'antenna che punta dritto in mezzo ai miei occhi.
Un cuscinetto sotto il braccio destro e un sacchetto pieno di ghiaccio appoggiato sopra.
A parte che mai avrei pensato di creare un post su una partita di calcio.
Ma i mondiali sono così. Creano situazioni surreali. Come questa.
Parte l'inno nazionale, e tra fogli, stampe, dossier e calcolatrici vengono distribuiti mini cornetti algida. Staccati telefoni. Qualcuno comunica irrequietezza, ed ecco che si cerca di legare un fermaglio di metallo all'antenna per migliorare la ricezione.
Scende il silenzio, anche il sole sta calando, si nasconde dietro qualche nuvola.
Bisbigli dietro le scrivanie, sospiri leggeri. Le ventole sul soffitto smuovono un po' quest'aria calda e pesante.
Un unghia picchietta sulla scrivania. Una sedia scricchiola un po' nella penombra.
Solo il capo continua a smuovere tutte le sue carte sulla scrivania senza scomporsi. Mentre intorno, c'è chi addiritturasi alza in piedi.
Tutto il resto si è fermato.
Ecco cos'è che mi piace dei mondiali.
Oltre ad un goal, in effetti...Per vedere quegli attimi seguenti in cui i calciatori si buttano l'uno sopra l'altro per esultare...già...Allora sì che ne vale davvero la pena...
23 go in to end
e poi si chiudono gli occhi. e un altro sogno ricomincia.
a chi: questo blog va aggiornato
e a chi pensavo ci avesse scritto...ma era solo un sogno.
candele, vino, frusciante e pizza....
h. 11.50 - ortopedia
Epicondilite, anche detta "gomito del tennista", è una
Si pensa che l'epicondilite sia dovuta ad una serie di microtraumatismi ripetuti che indeboliscono e/o rompono alcune fibre del tendine estensore radiale breve del carpo: il dolore è il risultato di un tentativo da parte dell'organismo di voler "riparare queste lesioni". Il "gomito del tennista" non si manifesta solo in seguito alla pratica del tennis. Altri sport possono provocare un'epicondilite: sport che implicano lanci ripetuti (baseball, atletica...) o ancora scherma e nuoto. L'epicondilite si osserva facilmente anche in comuni attività lavorative come nel prolungato lavoro al computer con mouse e tastiera, nel carpentiere, nei lavori ripetitivi in catena di montaggio o ancora nei politici che stringono continuamente la mano.
o ancora nei politici che stringono continuamente la mano??eh??ohcheccazz...adesso sì che sono preoccupata...
volver o irse?
pensiero delle 8.30, l'ufficio deserto ma terribilmente caldo. poche ore di sonno (anche se c'è chi ne dorme meno) e l'avvento del mostro che si presenta con qualche giorno di anticipo...
che faccio, me ne vado?
ma l'ufficio è vuoto, e canto pure un po', con un filo di voce. canzoni di donne.
assonnata, rintronata, addolorata, spaesata e anche un pochino nauseata.
10 minuti più tardi mi rendo conto che sono tornata e sono rimasta. che è un nuovo lunedì caldo e, nonostante le speranze, senza pioggia.
tornare a volver.
alle storie di quelle donne che mi sembravano uscite da un racconto dell'Allende.
alle storie che ho sentito fra le donne delle mia famiglia.
La mia bis nonna, mia nonna, mia zia, mia madre...
ed inevitabilmente mi rendo di nuovo conto che quel modo semplice e brutale di affrontare la vita s'è perso via via tra le mie generazioni.
Le emozioni, i sentimenti, l'altruismo, la solidarietà, le comprensioni tra donne vicine, amiche o sorelle o madri o figlie. non lo conosco, non lo sento.
e senza dover arrivare ad occultare un cadavere di troppo.
forse cinematograficamente parlando mi aspetto troppo dalla realtà.
ma penso sempre di voler essere vissuta lì (e non è solo per il vento) e che forse tutto sarebbe diverso, e un po' più impolverato, e con qualche fantasma di troppo, perché no? pronto ad apparire nel momento giusto, nel momento in cui ne hai bisogno.
perché è lo stesso momento in cui ne ha bisogno lui.
8 ore più tardi non mi sembra vero di essere a casa. anche se la casa non è quella che vorrei, e di fantasmi non ce ne sono (o ce li teniamo ben stretti dentro, che nessuno possa vederli o scoprirli).
e adesso il vento sì che è forte.
ma non vorrei cadere nel romanticismo...mi basta il pessimismo.
da vera donna d'ultima generazione.









